Interruzione pubblico servizio
Aprile 16, 2008

Ho deciso di interrompere la mia attività di blogger perchè le elezioni politiche sono state vinte da Berlusconi. Non voglio offrire la mia esperienza ad una popolazione così stupida.
L’incredibile Veltroni
Febbraio 26, 2008

Veltroni ha mentito in pubblico a milioni di italiani in diretta televisiva. Nel programma di Fabio Fazio: “Che tempo fa” nel 2006. Voi comprereste una macchina usata o un partito democratico da un bugiardo? La televisione permette di dire il falso. Nessuno lo ricorderà. Nessun giornalista servo lo ricorderà. La Rete invece ha una memoria formidabile.Veltroni disse, prima di essere eletto sindaco part time di Roma per la seconda volta, che dopo il mandato si sarebbe ritirato dalla politica. E affermò con aria di sfida: “Vedremo se sarà vero o no”. Ebbene, sappiamo che è falso. In un altro Paese la sua carriera sarebbe finita, da noi è appena iniziata.
Testo:
“Fabio Fazio: Dicono che lo scontro dovrebbe essere tra lei e Casini. Questa voce a lei è arrivata mai?
Walter Veltroni: Guardi, sono arrivate tante voci. Sull’Economist c’era scritto Fini ed io.
Fabio Fazio: Lei c’è sempre però. Questa è la costante.
Walter Veltroni: E’ la sicurezza che non ci sarò. Il fatto di esserci sempre è la garanzia che io non ci sarò. Davvero io considero che se farò di nuovo il sindaco di Roma nei prossimi cinque anni, alla fine di questo secondo quinquennio io avrò concluso la mia esperienza politica.
Fabio Fazio: Davvero?
Walter Veltroni: Sì, perché non bisogna fare politica a vita: bisogna continuare a fare le cose nelle quali si crede facendo altro. Ci sono tante cose che si possono fare. So che quando dico questo tutti mi guardano dicendo “Eh guarda che furbacchione, dice così ma non è vero!”. Ne parleremo tra cinque anni, vedremo tra cinque anni se sarà vero o no.”
Veltroni è diabolico. Ha copiato gli slogan e il programma di governo di Berlusconi. Che all’inizio se ne è risentito pubblicamente, ma poi ha capito. Veltroni li ha solo alleggeriti, ma di poco. Un “ma anche” qua. Un ripartiamo là. Un conflitto di interessi sbianchettato dappertutto. L’entusiasmo di Testa d’Asfalto per il suo seguace (perché se uno ti copia il programma vuol dire che lo approva, e quindi è dalla tua parte) è giunto fino a una dichiarazione di inciucio eterno. Veltroni lo tiene sulle spine e intanto lavora.
Giorno dopo giorno forma una squadra di governo con gli uomini di Berlusconi. E’ come una campagna acquisti di Moggi, arriva sempre prima lui: Walter Veltroni.
Veronesi, detto Cancronesi, diventerà il prossimo ministro della Salute. Ichino, giuslavorista in prima linea a favore dei precari (lui ne vorrebbe sempre di più) sarà ministro del Lavoro. La Bonino, che ha vigilato sul flusso incontrollato dei Rom in Italia e sui fondi europei alle mafie, continuerà la sua attività di ministro per la Comunità Europea. Per il ministero dell’Industria è stato arruolato Matteo Colaninno, presidente dei giovani industriali. Il padre Roberto, amico di D’Alema, è uno dei capitani coraggiosi con le pezze al culo che iniziò la distruzione di Telecom comprata a debito. Ed è stato anche (“ma anche”) condannato per il crac Italcase a 4 anni e un mese e all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
Corre voce che Veltroni voglia completare la squadra con il figlio di Mastella alla Giustizia, Geronzi all’Economia (su segnalazione di D’Alema e Bersani), il figlio di Romiti al nuovo ministero di Val di Susa-Ponte-di-Messsina-nuovi-inceneritori con ampie deleghe alla manganellatura.
Si dice anche (“ma anche”) che Veltroni abbia scelto il portavoce, uno che fa concorrenza a Fede, Mentana e Feltri messi insieme. E’ il formidabile Riotta.
Non si interrompe un sogno, non si spegne un’emozione.
La porcata di Calderoli
Febbraio 10, 2008

15 marzo 2006. Durante la trasmissione televisiva “Matrix”, Roberto Calderoli si lascia andare ad un commento sulla nuova legge elettorale, da lui stesso ideata.
Ecco l’ammissione:
Link
C’è gente che pagherebbe per vendersi
Febbraio 5, 2008

«Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto.»
C’è chi nasconde i fatti perché non li conosce, è ignorante, impreparato, sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi. C’è chi nasconde i fatti perché ha paura delle querele, delle cause civili, delle richieste di risarcimento miliardarie, che mettono a rischio lo stipendio e attirano i fulmini dell’editore, stufo di pagare gli avvocati per qualche rompicoglioni in redazione.
C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove s’incontrano sempre leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, principi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno. C’è chi nasconde i fatti perché contraddicono la linea del giornale.
C’è chi nasconde i fatti anche a se stesso perché ha paura di dover cambiare opinione. C’è chi nasconde i fatti perché così, poi, magari, ci scappa una consulenza col governo o con la Rai o con la regione o con il comune o con la provincia o con la camera di commercio o con l’unione industriali o col sindacato o con la banca dietro l’angolo. C’è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, “c’è gente che pagherebbe per vendersi”». Marco Travaglio racconta lo stato dell’informazione in Italia: un’informazione programmaticamente svuotata di contenuti, malata di revisionismo, corrotta, mercenaria, sostanzialmente menzognera.